1949: La fusione Nell´estate del 1949, dopo tante polemiche, avvenne la tanto sospirata fusione fra l´ U.S.Biscegliese e la S.S. Armando Diaz. La nuova società, battezzata Associazione Sportiva Bisceglie, portava i colori delle due ormai defunte società,cioè il nero della diaz e l´azzurro della biscegliese con una grande stella bianca sul petto che rappresentava la bisceglie calcistica. Primo presidente della nuova società fu l´Avv. Cesare Vecchio. Purtroppo però, almeno per quel che riguarda i risultati, i primi anni dopo la fusione risultarono un vero fallimento, nonostante si cerchò per ben 6 anni di allestire squadre in gradi di vincere il campionato. Questi sono gli anni del portiere Di Pinto, di Haiser, Di Corrado, Lionetti, De Cleva, D´Addato. Al termine della stagione ´55/´56 la situazione del Bisceglie si deteriorò visibilmente e, l´allora presidente Ruggieri per nulla aiutato dall´amministrazione comunale, dovette passare la mano.
1956: La prima scalata in serie C dell´ A.S.Bisceglie Nell´esteta1956, dopo tre laboriose assemblee, i soci dell´ A.S.Bisceglie ritennero opportuno affidare la presidenza a Marino Monterisi. Così, dopo anni, l´ambiente riusci a ritrovare la giusta concentrazione e l´entusiasmo da tempo sopito. La società iniziò a mettere le basi per un programma ambizioso. Nel 1958 la società nerazzurra raggiunse la promozione in serie D. Quello fu l´avvento dei vari Bartolini, Di Corrado, Spina, Ferro, Danelon (arrivato dal Bologna), Biscaro, Oreste, Montinaro, Jacoboni. La società nerazzurra compì notevoli sforzi per raggiungere quanto prima la tanto sospirata promozione in serie C. Purtroppo, nonostante dei buoni piazzamenti, la squadra non potè festeggiare subito.Il 24 Aprile 1960, dopo la vittoria nel big match contro il Trani per 1-3 (doppietta di Spina) i biscegliesi raggiunsero i punti di vantaggio necessari per poter festeggiare la matematica promozione con quattro giornate d´anticipo. Quella squadra, allenata dal giovane tecnico biscegliese Michele D´Addato si confermò una vera corrazzata. OLtre ad essere prima in classifica, il Bisceglie arrivò prima anche nella classifica per il minor numero di giocatori impiegati (16), per l´età media (22), è per la coppa disciplina (21 punti) (secondo 58).
1964: Il ritorno nel calcio dilettantisticoNonostante un inizio d´ifficile, il primo anno del Bisceglie in serie C fu molto entusiasmante. Dopo le sconfitte iniziali arrivarono le vittorie contro il fortissimo Lecce (5-2), contro la Salernitana (4-0), contro l´Avellino (2-0) e altre. Il "football" nerazzurro richiamò a se gente da tutta la provincia, estasiati dal gioco spettacolare della squadra di mister D´Addato. La squadra ottenne la matematica salvezza con tre giornate di anticipo. L´anno successivo arrivarono offerte da moltissimi club per i gioielli nerazzurri molti dei quali furono ceduti. La squadra comunque ottenne la salvezza come nella stagione successiva (decisiva la vittoria per 1-0 ad Ascoli). Nel quarto anno consecutivo in serie C, il Bisceglie si ritrovò ad affrontare un periodo buio. Nonostante gli enormi sacrifici del presidenti Monterisi prima e Cassanelli poi, il Bisceglie precipitò velocemente IV serie dove disputò ben 5 tornei nell´anonimato. Nel campionato ´69-´70 la società nerazzurrostellata si ritrovò addirittura a disputare il campionato di 1° categoria e colmo d´ironia, alle tante coppe disciplina vinte negli anni precedenti, fa riscontro una lunga squalifica di campo, frutto di una serie d´invasioni fatte pure in campi neutri. Sicuramente questo fu uno dei periodi più brutti della storia calcistica biscegliese ma nonostante ciò nessuno si perse d´animo.Per giunta era già pronto il nuovo stadio "Gustavo Ventura"
1972: L´inizio della rinascita.....e l´ennesima delusione. Dopo alcuni anni in cui il generoso allenatore Biscaro riuscì a limitare i danni, nel 1972 con il ritorno alla guida tecnica di Michele D´Addato il Bisceglie passo dall´inferno della 1° categoria al purgatorio della promozione regionale. Nel 1975 poi, dopo alcune vicissitudini che avevano portato l´allora presidente Palazzo alla nomina di Franco Di Corrado come allenatore-giocatore, il Bisceglie approdò in serie D. Nel ´77 dopo lo spareggio vinto contro il Fasano sul neutro di Potenza il Bisceglie andò vicino al ritorno in serie C grazie al ripescaggio che la Lega Professionisti aveva previsto per le squadre che si erano classificate al meglio nel campionato di serie D. Purtroppo, nonostante il Bisceglie avesse i meriti di vecchia militanza, di freschi successi e di tutti i titoli necessari al caso, la Lega non accetto la richiesta di ripescaggio dei nerazzurrostellati. La delusione fu enorme e frustò non poco gli entusiasmi in tutta la dirigenza biscegliese. A nulla valse il fiorire di giovani promettenti quali Aldo Papagni, Pinuccio Grosso, Mariolino Di Buduo, Renzo Ferrante poi ceduto all´Avellino. L´A.S. Bisceglie aveva bisogno alla sua guida di un nuovo presidente con rinnovate ambizioni.